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ooohhhhhhh

Sono rimasto particolarmente colpito dalla prima puntata di AnnoZero di quest'anno, e non perchè sia un'estimatore di un tipo di politica o dell'altra.
A mio parere vi sono stati molti aspetti innovativi nel profilo giornalistico, e di posizioni tenute da alcune parti.
Vediamo per punti.

In primo luogo vi è stata una conferma dell'analisi compiuta da Travaglio sulle rivelazioni di Feltri riguardo a Boffo compiute ne Il Giornale.
Questa non può che essere una lode a chi basandosi sui dati alla mano deduce la spiegazione più plausibile e ne fa informazione.

In secondo luogo, Facci ha mirabilmente espresso un forte dissenso per l'elite politica che s'è insediata in punti strategici di un potere libero (già tra l'altro affermata anche da Mentana sul suo libro ed in trasmissione).
Questa intervista può essere simbolo di profondo malessere per il giornalismo italiano, sul metodo d'indagine, d'informazione, sullo spirito di laicità politica e non militanza che deve contraddistinguere tutto l'ordine dei giornalisti.
In un sistema giusto, a seguito di tali affermazioni vi dovrebbe essere un'indagine dell'ordine dei giornalisti, per verificare quanto detto e nel caso positivo prevedere come pene l'espulsione dall'albo della professione dei giornalisti militanti del Giornale, dato che non svolgono più il ruolo di giornalismo informativo, ma quello di cantori di un partito.


In terzo luogo Travaglio ha seguito un'idea che spesso riporto nei miei commenti, ovvero invertire il ruolo dibattocratico dei rappresentanti della politica in TV, dirottando le loro critiche sui compagni di partito prima che sull'opposizione.
Essere garantisti dell'elite politica di cui si fa parte è una sicurezza per i cittadini, che in questo modo hanno fra i rappresentanti di un partito i primi controllori dell'operato di ogni singolo esponente, mentre l'attuale situazione per qualsiasi partito politico italiano vede i compagni-commilitoni sempre come primi difensori civici dei vizi, dei reati e degli errori del singolo.
Da notare che a Bocchino Travaglio fa notare di esser stato sostenitore delle critiche di Fini a Mr.B. per poi fargli dare un giudizio che in realtà si rivela completamente in difesa di Mr.B.
Mentre a Franceschini, Travaglio fa notare di essere oppositore di D'Alema per le primarie, e che quindi potrebbe trarre beneficio dalle critiche rivolte alla controparte, ottenendo invece un giudizio di difesa nei confronti del compagno di partito che ha cenato con Tarantini (esistono due versioni, quella del ristoratore che afferma della vicinanza fra Tarantini-D'Alema e sindaco amico di entrambi e la versione del sindaco diretto interessato ed amico di Tarantini che afferma come D'Alema se ne sarebbe andato subito dalla cena).


Infine è messa in luce la piena vicenda Tarantini nell'introduzione di Marco Travaglio, la quale prende maggior forza nella sua forma bipolarista se considerata assieme all'intervista della D'Addario.
In una logica bipolare o che così si vorrebbe far credere da dibattiti televisivi, l'affermazione di aspetti di connivenza fra le sole due parti politiche a disposizione per gli elettori diviene "vera presa per i fondelli" per l'italiano comune.

A fronte di tutto ciò, appare evidente come il maggior paricolo per il centordestra è il disgregarsi della fiducia degli stessi iscritti al partito del PDueL per il partito stesso.
Il fatto che semplici escort possano fare carriera politica da ministro, da europarlamentare o anche solo da candidata alle elezioni comunali-provinciali-regionali è emblema che l'elite che comanda il centrodestra non ha un sistema equo di ripartizione meritocratico del potere politico.
Il disgregarsi della fiducia nella possibilità di compiere carriera politica a mio avviso costringe gli aderenti a tirare fuori in modo eclatante temi storici per rinsaldare le fila, non perdere concenso interno e non trovarsi senza "servi della gleba".
Nondimeno si potrebbe citare l'evidente malessere di Fini come esempio.
Per questo motivo vengono presi temi storici giusti o ingiusti, risolti o non ricolti in questi anni di mandato, ed estremizzati per creare consenso nelle proprie fila interne.
Lo show di Brunetta si inserisce in quest'ottica in un ambiente che ha bisogno di un nemico per dimenticare, mandare nell'oblio la cattiva gestione interna.


Quindi quando leggo l'uscita di Scajola o di Capezzone sulla trasmissione Annozero non condivido minimente l'intepretazione che ne sta dando, ed ovviamente la risposta che debba essere data.
Secondo il ministro «è ora di finirla con l`ennesima puntata di una campagna mediatica basata sui pruriti, sulla spazzatura, sulla vergogna, sull`infamia, sulle porcherie. La televisione non può sostituire le aule dei tribunali, soprattutto quando la magistratura non ha rilevato alcun elemento per aprire inchieste sul presidente del Consiglio».
...
Daniele Capezzone, portavoce del Popolo delle libertà la pensa diversamente: «Chiunque ha compreso bene che la puntata di Annozero aveva un obiettivo: aggredire Silvio Berlusconi, Vittorio Feltri e Il Giornale. E sarebbe questa la funzione del servizio pubblico?».
In un miscuglio di questioni di carattere politico (atteggiamento lascivo quando ci si professa difensore della morale della religione cristiana o della famiglia), in un miscuglio di reati sui quali la magistratura sta indagando, in un miscuglio di considerazioni sulla questione del potere informativo sempre più in conflitto con gli altri poteri costituzionali, è evidente che in un mondo logico dovrebbe essere il PDueL ad essere grato alla trasmissione per aver indicato quali sono i problemi che oggi affliggono il partito nei rapporti fra le basi dello stesso e la dirigenza. Analogamente il PD-ue dovrebbe anch'esso esser grato alla trasmissione per aver indicato l'ennesimo caso di consociativismo anti-bipolare fra esponenti del PD-ue ed esponenti del PD-ueL. Altri esempi a tal riguardo, visti nel recente passato, erano il pizzino di LaTorre a Bocchino in trasmissione Otto e mezzo su La7 o la scalata bancaria bipartisan a differenti banche con tanto di contatti fra furbetti del quartierino e politici di entrambi gli schieramenti di "Roma Ladrona".

Errare è umano, perseverare è diabolico.


Post scrittum:
Dal lato opposto ho notato con disappunto come la direttrice dell'Unità, noto giornale storicamente di parte, schierato e pagato da partiti, abbia spesso utilizzato la tattica della sovrapposizione della propria voce per chiudere la bocca all'altro interlocutore (metodo che in genere usano per non far parlare Travaglio).
Inoltre molto interessante è stata la cifra portata da Belpietro riguardo al numero di denuncie verso giornali portate da partiti politici, o più in generale dalla sinistra.
Non ho idea se le cifre indicate siano corrette, e nemmeno sapevo che qualcuno tenesse i conti di questo.
Sta di fatto che comunque è deprecabile di interventismo, anche se si trattasse di un sol caso, da un lato all'altro, indipendetemente dalla posizione politica considerata.

(D')Avanzo un paradosso informativo

Nella questione che ha visto D'Avanzo pubblicare degli articoli in cui si accusava Marco Travaglio di essersi fatto pagare le vacanze da personalità della mafia sorge un infimo paradosso informativo.
Se da un lato è giornalismo corretto che D'Avanzo pubblicasse dopo aver verificato l'informazione, suscitando molto scalpore, senza alzare il telefono e chiedere spiegazioni al diretto interessato, e dall'altro sarebbe stato un giornalismo non corretto il secretare la notizia in un cassetto fino all'avvenuta verifica (cosa traducibile secondo il tempo dedicato alla verifica in censura per salvare la faccia a Travaglio), dall'altro sorgono problemi nella dinamica della smentita.
Infatti alla smentita di Travaglio con tanto di fattura non detto che lettori di D'Avanzo e lettori di Travaglio coincidono.
Anche immaginando che D'Avanzo acquisti lo spazio di un articolo su La Repubblica per spiegare il fatto e scusarsi con le prove fornite da Travaglio (le scuse di un giornalista su una testata è fatto assai rari...anzi unico), comunque non si può presupporre che il giorno dopo vi siano gli stessi lettori del giorno precedente.
Ne consegue che da un lato persone che non acquistano Repubblica o persone che non leggono la smentita non vengono portate a conoscenza del fatto.
Analogamente chi ricerca informazioni sulla biografia di una persona, basandosi su articoli di giornale o fa ricostruzioni basate sul articoli di giornale viene fortemente limitato nella costruzione dell'archivio di informazioni su cui basarsi per l'opera da compiere.

Da un giornalismo presunto come giusto con un errore da principiante compiuto da un giornalista affermato come D'Avanzo sorgono questi problemi, figuriamoci come si aggrava la questione con giornalisti inetti o sconosciuti.
Questo è uno dei tanti paradossi della vecchia informazione giornalistica a cui in parte internet pone rimedio, grazie ai link ed alla perenne (quasi perenne) reperibilità delle fonti.
Certo internet crea altre problematiche all'informazione, quale per esempio dare piena libertà di atteggiarsi a giornalista anche chi giornalista non è o non ha mai studiato come farlo (sigh, presente, questo è il mio caso).

Il caso descritto rientra nei cosiddetti "rumori informativi", ovvero un insieme di fatti poco coerenti descrivibili per determinate situazioni che nascono da errori di informazione, documentazione, reperimento e verifica delle fonti, ecc...
Tali ago-aghi nel pagliaio costituiscono un'inezia rispetto ai fatti in se, ma vengono spesso sfruttati da altre forme avariate di giornalismo per minare la fiducia sulla narrazione corretta degli eventi (vedi Undicisettembre.blogspot.com esempio di come le teorie alternative-complottiste relative all'11 settembre 2001 abbiano prosperato dei rumori informativi per costruire una verità di "compatibile")
In statistica il "rumore di una misura" è una variazione statistica del valore rilevato non determinata con una legge specifica ed andamento studiabile statisticamente.
Si appiglia alla determinazione del valore vero alterando di poco tale valore e comportando insignificanti effetti.
Uno studio statistico per la determinazione della misurazione più corretta prmette di liberarsi di questa perturbazione insignificante.

Nel giornalismo ciò non avviene, questo perchè esiste per la maggior informazione tesa a definire una verità "compatibile", un'informazione a sostegno di partiti di centrodestra, di destra, di sinistra o di centrosinistra.
Ciò che risulta è un caos informativo, nel pieno rispetto della libertà d'opinione che fa combaciare diverso pubblico dai gusti politicizzati distinti secondo le percentuali di voto in campagna elettorale e teorie di "compatibili" per affermare ciò che più aggrada ad un'ideologia politica del lettore e dei padroni di partito-testata giornalistica.
In questa realtà diviene impossibile distinguere rumore informativo da fatti concreti, tranne quando questi sono comprovati e lampanti.
Anche quando i fatti sono comprovati e lampanti comunque la mancata diffusione su tutte le testate giornalistiche di ciò che è senza ombra di dubbio vero a scapito di rumori informativi, permette di preservare la specie politica e di far fallire l'informazione.
Se la libertà di opinione lascia a tutti la possibilità di dire, scrivere e pensare ciò che vuole, il giornalismo (che teoricamente dovrebbe essere distinto dall'opinionismo) ha il compito di accertare l'unica verità dei fatti.
Quando da sondaggi risulta che 50% di persone crede ad una teoria e 50% crede ad un'altra teoria la libertà di opinione ha vinto, e il giornalismo, almeno quello0 teorico ed ideale, ha fallito.

Riassumendo

  • DeAglio è pro-Radicali
  • Santono è pro-comunisti
  • La Annunziata è pro-rifondazione comunista
  • Travaglio è pro-Di Pietro
  • Peter Gomez è pro-PD
  • Morrione è pro-Prodi, oggi PD
  • Lilli Gruber è pro-PD
  • Ranucci è pro-PD e pro-comunisti italiani
  • Beppe Grillo è pro-Di Pietro, pro-Verdi e pro-Anarcosindacalisti
  • Fazio è pro-PD (tra l'altro portato in RAI da Craxi)
  • Fede è pro-Berlusconi
  • Giordano è pro-Berlusconi
  • BelPietro è pro-Berlusconi
  • Ferrara è pro-Berlusconi
  • Vespa è pro-Berlusconi
  • Studio Aperto (troppi giornalisti da citare) è pro-Berlusconi
  • Rossana è pro-Berlusconi
  • Farina non è più un giornalista, ma era pro-Berlusconi
  • Mentana è indeciso, nonchè saltafossi

classifica personale e del tutto opinabile delle simpatie politiche dei giornalisti italiani, e di conseguenza delle falle di informazione da essi promossi.

Non c'è niente di meglio di una "bella" polemica elettorale per scoprire gli altarini...

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